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Poco prima di Natale scrissi un lettera aperta al Signor Romanin con la quale manifestavo il mio disappunto riguardo alla decisione di non consentire, d’amblé, per una autorizzazione negata o probabilmente non dovuta da parte dell’Amministrazione del Comune di Oria, la visita del Castello. Ne avevo fatto un problema di sensibilità culturale e di rispetto nei confronti degli Oritani e dei suoi turisti; avevo sollevato il problema se la visita al Castello fosse dovuta per legge o per un qualche regolamento di una qualche Soprintendenza in quanto Monumento Nazionale; mi ero imbattuto nella strada del Mecenatismo culturale e in virtù di tale principio avevo chiesto che il Castello non solo fosse visitabile ma anche illuminato la notte per renderlo visibile ai passanti. Sull’argomento sono poi fiorite una serie di storielle. Sembra che “qualcuno” voglia sovvertire l’ordine della storia. “Qualcuno” sostiene in giro che in realtà il castello è stato edificato in epoche non lontane e che in realtà non sia un Monumento Nazionale. E tra un po’ “qualcuno” giungerà a dire che è un moderno Prefabbricato rivestito in tufo, privo di qualunque valore storico per cui non ha senso visitarlo e che è utilizzabile per qualunque scopo. BENE, ammesso che non sia un Monumento Nazionale, ammesso che non vi sia alcuna forma di tutela o di vincolo, indipendentemente da chi sia il proprietario, oggi Romanin e domani Piersilvio che scopertolo a causa di una bufala mediatica ha deciso di comprarlo, sul Castello grava un diritto, una servitù, prevista nell’atto di acquisto del 1933 e consolidatasi nel tempo: il Castello deve essere visitabile, tutti i giorni dall’alba al tramonto. La visita del Castello non è una concessione ma un nostro diritto. Dico questo perché è quanto emerge dell’atto di provenienza del Castello, sottoscritto il 4 dicembre 1933 tra Il Comune di Oria, nella persona del suo Potestà Rocco Greco, e il Commendatore Martini Carissimo, atto redatto dal Notaio Luca di Castri al repertorio n. 13538 . Nell’atto si legge chiaramente che, al di là di ciò che possa prevedere qualunque legge dello stato, il proprietario del Castello e quindi chiunque dovesse succedergli, deve consentire la visita al Castello. In particolare si legge alla pagina 20 “il detto Com.re Martini Carissimo restaurerà il Castello come meglio crederà, dandone avviso alla Sopraintendenza delle Antichità e Belle Arti, e farà visitare le torri nei giorni e nelle ore che egli stesso vorrà designare a quei cittadini e forestieri che si recheranno a scopo culturale e storico”. Mi si dice che il Conte Carissimo e successivamente sua Figlia Lavinia, resero visitabile il castello, dall’alba al tramonto, tutti i giorni dell’anno, dal restauro fino ai giorni nostri. Quindi, in virtù di tale atto e della successiva consuetudine, dovrebbe essere un diritto degli oritani e di qualunque turista poter visitare il castello, anzi le torri, con la stessa modalità. Con questa lettera invito tutti, cittadini oritani e non, a costituirsi in un comitato spontaneo per il rispetto del nostro diritto a visitare il Castello. Vi comunico che martedì 15 marzo provvederò a protocollare presso il Comune di Oria una richiesta (che invierò per conoscenza a tutti gli Enti competenti) affiché l’Amministrazione Comunale, o chi per essa, si renda parte diligente per il rispetto di tale diritto. Tale richiesta potrà essere firmata da tutti coloro che vorranno aderirvi e potrà farlo presso l’Ottica Alighieri dove potrà prendere visione dell’intero atto di Provenienza del Castello. Tale lettera, nonché le 2 pagine essenziali dell’Atto di Provenienza sono visibili anche su facebook (http://www.facebook.com/home.php?sk=group_185791911464697) dove ho costituito un gruppo al quale chi vuole dare il proprio supporto e la propria adesione potrà farlo. Nell’attesa di poter visitare il Castello con i miei bambini che lo attendono dallo scorso 19 dicembre 2011, ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno condividere con me questa “civica richiesta” Angelo Lippolis
PS: poiché la chiusura del castello lede i diritti di tutti gli Oritani ed arreca un danno di immagine ed economico alla città di Oria e agli operatori economici, connessi in particolare alle attività turistiche e alla vendita dei prodotti locali, mi auguro di vedere tra i firmatari i candidati Sindaci.
di Angelo Lippolis
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intervengo perché chiamato direttamente in causa in qualità di candidato sindaco alle prossime elezioni comunali.
Le auguro di ottenere dei risultati con questa legittima iniziativa circa le visite al castello.
Mi consenta di ricordarLe, molto sommessamente, che entrambi siamo soci ArcheoclubItalia, e che tutte le volte che Le ho inviato mail per sensibilizzarLa contro lo scempio di alcuni Beni Culturali di Oria, NON MI HA MAI RISPOSTO!
Ricorda lo scempio di quel palazzo cinquecentesco in Via Milizia ... ex Palazzo Scazzeri? Scrissi a Lei e a tutti i soci ArcheoclubItalia di Oria.... nessuno mi degnò di una risposta! Fui costretto a denunciare pubblicamente da solo sul mio sito con delle foto http://www.arpa-oria.com/2009/06/ricevo-e-pubblico-proposito-della.html. A seguito di ciò l'UTC emanò Ordinanza di Sospensione per totale difformità rispetto alla Concessione Edilizia. Secondo Lei fu normale? Secondo me NO.
Ciò premesso le tirate di giacchetta provi a farle agli altri candidati sindaci ma non alla mia persona. Le assicuro che ho già mosso i miei passi presso chi di competenza per la questione "visite al castello", a modo mio e... stavolta ... non ho peccato di vanità ... non ho pubblicato nulla su internet. Se ho seminato bene e raccoglierò i frutti di ciò che ho fatto valuterò l'opportunità di rendere pubblica la mia iniziativa.... solitaria, oppure comunicarLa solo a Lei.
Cordialmente.
Franco Arpa
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