62° evento di informazione scientifico-culturale della serie Convento a Porte Aperte
ISBEM - Liliana Cori presenta il suo libro: se fossi una pecora verrei abbattuta?
ISBEM, COMEPER, Associazione Culturale LI SATIRI e Comune di MESAGNE invitano tutti i Cittadini a conoscere di più dei temi all'interfaccia fra AMBIENTE e SALUTE. Ci pècura si faci, cu llu vilenu si sfaci. Martedì, 24 gennaio 2012, alle 18.00. Convento Cappuccini, via Reali di Bulgaria, Mesagne
Liliana Cori
Liliana CORI presenta il suo libro...
Se fossi una pecora verrei abbattuta? Storie di persone, animali ed inquinamento
Il titolo del libro è la domanda di una donna a cui fu chiesto di dare un po' del suo latte - con cui nutriva il suo bambino - per misurare la diossina, i metalli ed altri inquinanti dell'ambiente. Questa mamma continuò a chiedere: ma a cosa servono queste analisi? perché si fanno? quante se ne fanno? dove si fanno?
Nel libro, Liliana CORI risponde con chiarezza a queste domande e spiega come possiamo diventare ‘termometro biologico" sia per testare la qualità dell'ambiente sia per capire le possibili risposte dell'organismo umano. Quali sono le paure dei cittadini? Quali le difficoltà dei ricercatori? Quali sono i progetti da fare nella prospettiva di un dialogo e di decisioni condivise, che utilizzino al meglio i risultati della ricerca?
INTERVENGONO:
Graziella DI BELLA, Direttore Sanitario ASL Brindisi, Psichiatra
Giuseppe SPAGNOLO, Direttore UNES ASL Brindisi, Epidemiologo
Marco BENVENUTO, Ricercatore ISBEM, Economista sanitario, Unisalento
Prisco PISCITELLI, Ricercatore UNIFI, ISBEM ed ISDE (Medici e Ambiente), Epidemiologo
Saluto di Benvenuto di Alessandro DISTANTE, Cardiologo e Presidente ISBEM

Nella prossima dichiarazione dei redditi, INDIRIZZA il 5x1000 a favore dell’ISBEM: grazie!
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Per confermare la partecipazione: 0831-713512-713519 oppure ... (distante@isbem.it, cortese@isbem.it)
Liliana CORI, autrice del libro, edito da Scienza Express nel 2011
Se fossi una pecora, verrei abbattuta?
Il libro è rivolto ad operatori di sanità, amministratori di aree a rischio, agenzie regionali per l’ambiente, medici, associazioni e cittadini, in primis, i giovani studenti che guardano al futuro con grinta e competenze.
Per capire quanto l’aria è inquinata si possono usare i licheni, si possono osservare o analizzare le api, si possono monitorare altri piccoli insetti… e lo stesso si fa con noi umani. Sangue, capelli, unghie, latte trattengono le sostanze che ci circondano, anche gli inquinanti. Si tratta di sostanze chimiche che possono essere dannose per la salute, per cui bisogna capire come entrano nel corpo e dove vanno, per potersi difendere dai loro effetti: ecco perché siamo un vero ‘termometro’ per misurare la qualità dell’ambiente.
Cosa ci dice il biomonitoraggio umano? Cosa si può analizzare, come e perché? Da dove abbiamo iniziato? Cosa ne sappiamo nel mondo? E in Italia? Tutto è molto complesso e per questo la scienza - e di certo non la demagogia o le parole al vento - è di grande aiuto sia per disegnare gli studi epidemiologici sia per adottare le giuste modalità di comunicazione con i cittadini, senza terrorismo o allarmismo.
Il biomonitoraggio umano può dare importanti informazioni sullo stato di salute non solo proprio, ma anche dell'ambiente e quindi, di riflesso, della salute della comunità tutta che risiede in un dato territorio.
Sul versante psicologico, il biomonitoraggio induce ad esercitare anche delle capacità di estraneazione per considerarsi alla stregua di un oggetto, anche se l'alienazione non cancella il vissuto negativo rispetto all'esperienza del proprio corpo inquinato: avere un ambiente pulito (bene comune) è interesse di tutti!!!
Liliana CORI, ricercatrice dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, coordina la COMUNICAZIONE sia delle indagini di epidemiologia ambientale sia delle attività sul rischio all'interfaccia ambiente-salute. Laureata in Lettere con indirizzo antropologico, ha sviluppato competenze per l'informazione, la formazione e la advocacy per le Organizzazioni non governative su ambiente e relazioni Nord-Sud. Giornalista pubblicista, ha diretto per un biennio la sede bolognese dell’Agenzia Gaia (relazioni pubbliche in campo ambientale) e si è occupata di progetti internazionali e nazionali con varie agenzie per la protezione dell’ambiente, supportando il Ministero dell’Ambiente nella gestione ottimale dei Fondi strutturali europei. Insegna: a) Comunicazione della ricerca scientifica nei Master "ambientali" della SSSUP Sant’Anna di Pisa; b) Epidemiologia nella Università di Torino; c) Comunicazione della scienza nella SISSA di Trieste. E' segretaria scientifica della rivista Epidemiologia & Prevenzione, su cui scrive regolarmente. Ha contribuito al libro La comunicazione dei rischi ambientali e per la salute in Europa, pubblicato da F. ANGELI nel 1999 per conto dell'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità).
Ha scritto Una terra buona per tutti, pubblicato dalla Ong COSPE nel 2005 e, nel 2009, il libro Ambiente e salute: una relazione a rischio, insieme a Fiorella BATTAGLIA e Fabrizio BIANCHI.
Nel 2011 ha curato con Vincenza PELLEGRINO il volume Corpi in trappola. Vite e storie tra i rifiuti.
Allegati
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