La mostra presenta circa 350 reperti tombali
Oria - Indagare sul passato alla ricerca di remote testimonianze di vita, risuscitare gli usi e costumi dei popoli antichi che abitarono il nostro territorio, trarre dai resti i segni tangibili del nostro vivere quotidiano, aprire alla nostra immaginazione mondi sconosciuti e dare concretezza a racconti tramandati dalla storia: è questo l'interesse che suscita l'affascinante mostra di «cose antiche» dell'antica civiltà messapica, allestita a Palazzo Martini, nuova sede del percorso espositivo fino ad oggi ubicato nel Centro di documentazione messapica, importante struttura archeologica aperta al pubblico, rivenuta sotto piazza Cattedrale con il ritrovamento di tre tombe e altre strutture murarie di diverso tipo. Quanto invece è stato portato alla luce nei tanti anni di scavo dai diversi interventi della Sovrintendenza archeologica della Puglia, trova nuova ubicazione nel «contenitore culturale» di piazza Albanese. L'inaugurazione delle sale espositive è in programma per martedì alle 20, alla presenza del sovrintendente Giuseppe Andreassi, della direttore archeologo responsabile per il territorio di Oria, Assunta Cocchiaro, del sindaco Cosimo Ferretti, dei responsabili del Centro per le relazioni con il pubblico Michele Pompigna e Claudio Capobianco e della responsabile dell'allestimento del progetto e grafica Enza Perrino. Con questa nuova sede si conclude una prima operazione avviata già negli anni passati dalla giunta Ardito con l'apertura del Centro di documentazione Messapica, ripresa poi dalla giunta Moretto per il trasferimento nel nuovo «contenitore culturale», in attesa, comunque della completa fruizione e visualizzazione di numerose testimonianze di civiltà del passato, di cui Oria è ricca: non basterebbe l'intero stabile a detta degli esperti, per esporre quanto rinvenuto dai primi scavi ad oggi. Tantissimi di quei beni rinvenuti sono ancora oggetto di studio da parte degli esperti. E in attesa del loro «rientro» in loco, i cittadini sono orgogliosi di poter fruire di questo patrimonio culturale esposto che offre un excursus cronologico che va dall'epoca arcaica all'età imperiale romana: incentrata su scoperte nel centro urbano a partire dal 1950 fino ai giorni nostri, la mostra presenta circa 350 reperti relativi quasi tutti a contesti tombali. L'esposizione (nel piano inferiore è ancora allestita la mostra la mostra «La parola alle carte» curata dall'archivio storico del Comune) rimane aperta tutti i giorni feriali dalle 8 alle 13,30; su prenotazione per gruppi tel. allo 0831845703. Gianrosita Fantini
Da «La Gazzetta del Mezzogiorno»
07/08/2006
L'esposizione rimane aperta tutti i giorni feriali dalle 08:00 alle 13:30 su prenotazione anche per gruppi