Condividi Oria | Palazzo Martini - Martedì 4 dicembre 2007 - Ore 18:00 |
Il mio sud - di Vittoria Grassi |
Presentazione a cura del dott. Stefano Pighini - Relazione del prof. Francesco Fistetti (Ordinario di Filosofia Moderna e Contemporanea dell'Università di Bari) |
Martedì 4 dicembre 2007 Ore 18:00 Palazzo Martini Oria
Presentazione de
"Il mio sud"
di Vittoria Grassi
Saluto Cosimo Ferretti Sindaco di Oria
presentazione dott. Stefano Pighini
relazione prof. Francesco Fistetti Ordinario di Filosofia Moderna e Contemporanea dell'Università di Bari
modera Gianrosita Fantini Giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno
interviene prof.ssa Giuliana Coppola con lettura di brani scelti
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| Prof. Francesco Fistetti - Ordinario di Filosofia Moderna e Contemporanea dell'Università degli Studi di Bari |
Vittoria Grassi nacque il 15 maggio 1921 a Roma, ultimogenita di Giuseppe e di Isabella Carissimo (prima di lei erano nati Mary, Guglielmo e Fabio senior). Trascorse l’infanzia nella villa di Materdomini, una vasta tenuta a nord-ovest di Lecce dove, dopo che con la famiglia si era trasferita a Roma, ritornava ogni anno “ad ogni inizio d’autunno”. Allo scoppio della seconda guerra mondiale vi dimorò stabilmente, perché “secondo papà li saremmo stati più tranquilli in quanto nei dintorni non vi erano obiettivi bellici”. L’8 agosto del 1945 sposò, nella cappella di Materdomini, un giovane ufficiale di Marina, il capitano di corvetta Giuseppe Pighini, destinato a una brillante carriera chiusa con il prestigioso incarico, ricoperto dal 1972 al 1974, di Comandante delle Forze Navali Nato del Sud Europa. Il matrimonio fu allietato dalla nascita di Stefano e Cinzia. Colta, raffinata, sensibile, “educata secondo i principi della sua classe, al riparo dalle volgarità di un mondo che avrebbe prima o poi preso il sopravvento” (Rina Durante), sviluppò le innate doti artistiche attraverso la pittura (era stata allieva di Balla) e la scrittura (apprezzata da un grande poeta come Attilio Bertolucci). Numerosi i suoi dipinti (pastelli e acquarelli), che riprendono il paesaggio con un’attenzione alla luce e ai colori, ora tenui e velati (Valditacca, Pont Aven), ora più caldi e decisi (i paesaggi del suo Sud), e gli scritti in prosa e in poesia, raccolti da Giuseppe Pighini e pubblicati in un volume, intitolato “Vittoria”, nel 1984, primo anniversario della scomparsa della moglie. “Il mio Sud” (pubblicato nel 1977 dall’editore Maccari di Parma, in un’edizione privata), è il racconto, in forma di diario, dei periodi trascorsi a Materdomini dalla fanciullezza fino al giorno del suo matrimonio nell’agosto del 1945. Vittoria Grassi mori a Roma il 19 febbraio 1983. Riposa nella cappella di Lecce, come era suo desiderio, accanto ai suoi genitori. |
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