Dopo, che quella moltitudine di cretesi, che tornando dall'assedio di Camico, vennero a naufragare sulle coste dell'antica Iapigia, ove presero stabile dimora edificandovi la città d'Hyria, in prosieguo si estesero in queste regioni e allargarono il loro dominio in tutta la Messapia; e vi edificarono altre città e castelli - (Erotodo - Polym: - Libro VII).
Le città fabbricate dai cretesi nell'antica Messapia furono Manduria, Ereulea (oggi Erchie), Celio (oggi Ceglie), Carbina (oggi Carovigno), e molte altre, ora distrutte, tra le quali Felline, Muro, Alezio e Rudia - (Marciano libro II, Cap. VII, e libro IV, Cap. I) - (Albanese Parte II, Cap. II).
Sul principio che i cretesi vennero a stabilirsi in queste regioni si ebbero contrarietà ed opposizioni da parte degli antichi abitatori, ma in prosieguo prevalendo a questi, ed assoggettandoli al loro dominio, si avanzarono ed occuparono a settentrione la Peucezia, oggi provincia di Bari, e vi edificarono una città, che appellarono Iapigia, in onore del loro primo gran Capitano Iapige. Dopo qualche tempo i medesimi Cretesi Messapi donarono la città? Iapigia ai Pedicli, venuti dall'Illiria, mutando il nome di Iapigia in quello di Bari, in onore del capitano dei Pedicli, che si chiamava Barione: (Plinio libro III Cap. II) - (Albanese Parte II - libro I).
Poscia i cretesi, avanzandosi sempre più, occuparono quella parte della Puglia piana, che si estende sino al Monte Gargano, e l'appellarono la Daunia, in onore del loro Re Dauno I. Quindi la Messapia, la Peucezia e la Daunia, presero il nome comune di Iapigia (Strabone lib. IV).
Iapige, che fu il gran Capitano della flotta cretese, fu pure il primo Re della Messapia, e si ebbe pure in mezzo alla fortissima Acropoli della città d'Hyria una sontuosa Reggia, da cui governò le altre città e castelli edificati e posti sotto il dominio dei Messapi (Albanese - Parte II, Cap. V). Morto Iapige senza discendenti, i Messapi chiamarono al loro governo, il fratello del defunto Re Minos denominato Sale, che dimorava in Creta, ove regnava Licastro figlio di Minos; e siccome Sale fu l'inventore di macinare il grano e concimare i campi, fu chiamato pure Pilunno - (Marciano, libro I, Capit. X). Fu Pilunno non solo Re della Messapia, ma anche del paese de' Rutili. Quindi dopo alcuni anni abdicò a favore di suo figlio, Dauno I, il Regno della Messapia, ed egli passò a governare i Rutuli (Marciano ivi).
A Dauno I, successe il figlio Melennio, il quale ristorò la città d'Ilyria, e fabbricò varii castelli nella Messapia (Albanese ivi ).