LA POETICA DI ANTIMO BALDARI
La poesia è un prodotto e un documento dello spirito popolare: così si esprimeva quel fertile ingegno che fu Giorgio del Vecchio, scrittore, poeta egli stesso e rettore magnifico dell'Università di Roma. Citiamo questa proposizione dell'illustre critico, perchè con tali argomenti ci siamo avvicinati alla poesia di Antimo Baldari, figlio del popolo, poeta per vocazione, asceta del sentimento, creatore e vigoroso propulsore di immagini, di affetti, di sentimenti e di amore per il "bello", quel sostanziale "bello" che animò la dialettica del pensatore guelfo Vincenzo Gioberti.
Antimo Baldari si rifugia nel classico, una corrente letteraria più confacente alla sua anima e al suo spirito e alla sua preparazione poetica e così i suoi "sonetti" sono piccoli, autentici capolavori di sintesi, di spirituale ambascia e di mordente critica.
Leggiamolo:
"Ostia il Figlio! La tua salvezza brama".
Un endecasillabo nel quale emerge, prepotente e sicuro, lo spirito religioso, un motivo ricorrente in tutta questa silloge, che vuole essere, ed è, una sincera preghiera rivolta al Creatore, alla natura, alla fraternità universale.
E, nell'esaltare Papa Giovanni, esalta la Chiesa e il Suo Pastor Fido:
"Il Padre Santo seminò il buon seme
nell'infecondo solco...";
ma, accanto al buon Pontefice, Antimo Baldari ha voluto spargere la sua poesia, i suoi sentimenti e in questo volume ha esaltato la bontà, la natura, espressione mirifica di Dio, la gioiosa euritmia dei suoni, dei colori e dell'amore.
Nascono così poesie, sonetti e liriche di alti sentimenti, come "Un angelo", "Un vero amico"...
Nella seconda parte, nei versi liberi, si atteggia, e a ragione, ad "Agnus Dei", pronto ad essere sacrificato per il bene del mondo, sentimenti che estrinseca e fa vibrare in espressioni di sincera convinzione. E, in quel suo prediletto... "Se io fossi...", l'orgogliosa speranza di realizzare i suoi sogni, per anni rinchiusi nel cassetto della fanciullezza e della gioventà.
Astronauta, diplomatico, potente, ricco, passaggi obbligati per la sua fantasia, ma alla fine Antimo Baldari lascia le fantasie e si culla nei disegno semplice e arcano di chi vuol diventare ed essere un autentico poeta.
La sua aspirazione è questa. Come poeta può fare del bene senza essere ricco, diplomatico, governatore o Arcano.
Poeta può sorreggere con amore:
" il povero, l'oppresso, l'ammalato".
Ma il poeta diventa uomo, cerca egli stesso il motivo dell'esistenza, come giovare agli altri vivendo la sua stessa vita ed insegnare, con la poesia, il modo semplice di vivere e di amare. Ed ecco, così, sciorinarci, al sole della contemplazione, il mito della "Prudenza", della convivenza, in quella sua lirica "San Silvestro", in cui il poeta ci richiama alla realtà e ci domanda "Chi siamo?". Egli è, infine, il soldato del Vangelo.
La parte più bella, più sentita, più sincera, perché in tutti i versi, morbidi e fluidi, aleggia lo spirito di Dio, di Dio che è tutto: Verit?, Vita e Amore.
A questa fonte il poeta si disseta, si forgia, si plasma, si rafforza per cantare la sua lirica più santa e umana, splendida per concezione, per intimità cristallina e per affiato ispiratore:
lo sono uno di loro...
sono un contadino, un artigiano, un manovale. Non mi vergogno. Il lavoro è santo, per Baldari, per tutti, per l'umanità.
Egli canta e si esalta:
"...la mia voce
vuol essere un richiamo alla carità:
premiate il sacrificio di chi sudò per voi nella fatica...".
Con questo messaggio di fede e di virtù teologale, Antimo Baldari giunge alla fine del suo lavoro e della sua fatica, per esaltare l'eterno spirito del mondo, sul quale gli esseri viventi
"...hanno sempre sperato
in un'Era di fratellanza e di pace".
Con questo libro il poeta Baldari ha voluto riscattare se stesso e gli uomini dalla paralisi morale, nella quale la società di oggi è caduta, per incosciente inerzia.
Guido Massarelli
Editore - Direttore de "Il Pungolo Verde"