Scarpette, marzapane oritani e "picurieddi" sbarcano in America. Non è la prima volta che i dolci tipici di Oria volano Oltreoceano, dove sono abbastanza conosciuti soprattutto tra le tante famiglie di italo-americani. Nei giorni scorsi, l'antica pasticceria "Carone" ha provveduto a "spedire" la "preziosa" merce per deliziare molti cittadini che vivono negli Stati Uniti in questi giorni di Pasqua. Sono giorni di grande lavoro per Giovanni Grassi e la figlia Elena, titolari della pasticceria oritana che vanta più di mezzo secolo di storia. Ma, nel periodo pasquale, tutta la famiglia è impegnata nel preparare scarpette, marzapane oritani e i famosi "picurieddi". Questi ultimi sono delle vere e proprie sculture in pasta di mandorle. Si differenziano da quelle che solitamente si trovano in altre pasticcerie o nei supermercati dalla testa dell'agnellino che non è fatta di zucchero, ma di pasta di mandorle come il resto del corpo dell'animale. "Ad Oria - racconta il titolare, Giovanni Grassi - c'è la tradizione secondo la quale la fidanzata regala al proprio ragazzo per la Pasqua l'agnellino. Poi, la testa viene restituita dal ragazzo alla fidanzata: un modo per rinnovarsi la dichiarazioni d'amore". Una tradizione che si rinnova, in questi giorni, trovando proseliti anche nei centri limitrofi: soprattutto tra i bongustai. Il segreto di questi dolci è la lavorazione: la stessa oggi come mezzo secolo addietro. Tra l'altro, entrando in questa pasticceria si ha la sensazione di entrare in casa della vecchia zia sempre pronta a dispensare dolci fatti in casa. "Questa è la nostra tradizione, che i nostri clienti apprezzano perché qui sanno di trovare prodotti genuini e possono vedere come lavoriamo", afferma Elena Grassi, che ha rilevato la pasticceria e che porta lo stesso nome della nonna che aveva avviato l'attività. Per scarpette e marzapane oritani - il primo è un sottile strato di pan di spagna ricoperto da squisita glassa e il secondo è un dolcetto fatto di sofficissima pasta di mandorle - è in corso una procedura per arrivare alla denominazione di origine protetta. Oria, infatti, al di là del Torneo dei Rioni e del Castello, è conosciuta in tutta la Puglia proprio grazie a questi dolci tipici.v. spar.
Da: "La Gazzetta del Mezzogiorno"
09/04/2006