Annesso alla chiesa è il convento dei Padri Paolotti che hanno operato in Oria fino al 1860. Poco distante dalla chiesa di S. Francesco da Paola, sulla sinistra, in prossimità del ghetto ebraico, è visibile la Porta degli Ebrei, che insieme alle altre due faceva un tempo parte della vecchia cinta muraria della città. Sormontata da una statua cinquecentesca della Madonna, Porta degli Ebrei deve il suo nome alla fiorente comunità giudaica presente in Oria a cavallo del decimo secolo.
L'ultima chiesa parrocchiale, posta sulla principale piazza cittadina e dedicata a S. Domenico, ospita l'unico chiostro del Cinquecento tuttora originale, alcune tele, due altari in pietra leccese in stile barocco e numerosi dipinti. Annesso alla chiesa è il convento dei Domenicani, che fungeva nel secolo scorso come alloggio per orfani.
La città ricca di tradizione spirituale conserva tuttora nelle campagne circostanti cappelle e chiesette di epoche differenti. La più vecchia risalente all'epoca imperiale e distante circa 3 km. Dal centro abitato è la chiesa di Madonna di Gallana
L'impianto attuale a croce latina ha preso i posto di quello originario a croce greca, conservando ancora l'abside in opus listatum e la navata destra in opus cementicium.
Molto belle sono anche la chiesa di S. Lorenzo eretta sulle rovine di una precedente cappella dedicata in precedenza a S. Maria della Croce nella quale si riscontrano ancora alcuni affreschi, colonne e capitello.
La chiesa-eremo di Madonna della Scala, che sorge in prossimità del luogo in cui un tempo scorreva il fiume Reale di epoca quaternaria è considerata invece un vero e proprio anelo di congiunzione tra la cultura occidentale e quella orientale.
La città è meta ogni anno di migliaia di pellegrini per merito dei Santuari di S. Antonio e di S. Cosimo alla Macchia.
Il primo, fondato nel 1750 dai Padri Alcantarini e dedicato a S. Antonio, sorge nel centro abitato sull'antica grotta bizantina di S. Mauro.
Oggi il monumentale complesso di S. Antonio è residenza dei Padri Rogazionisti, mentre l'annesso convento funge da orfanotrofio. Particolarmente venerati sono S. Antonio da Padova ed il Beato Annibale M. di Francia che visse in questo luogo molti anni e del quale sono conservati ancora intatti gli ambienti e gli arredi da lui utilizzati.