Annessi alla basilica sono l'ipogeo contenente una collezione di materiale litico e un presepe permanente e un vecchio oratorio cinquecentesco che ospita ancora i resti mummificati dei fratelli dell'Arciconfraternita della morte.
Nelle vicinanze della Basilica Cattedrale, in Via Francesco Russo, si incontra a cilindrica torre Palomba o Carnara. Ritenuta per secoli un residuato dell'acropoli messapica e utilizzata fino al secolo scorso come ossario dell'antico cimitero, funge oggi probabilmente da contrafforte alla stessa basilica.
Risalendo invece dal colle del Vaglio fino al colle del castello si incontrano sulla sinistra la chiesa neoclassica di S. Benedetto e l'annesso convento delle omonime suore costruiti nel XVII secolo sulle rovine dell'antico convento di S. Barbato.
Delle cappelle di S. Maria la Tempio, di S. Biagio, dell'Annunziata, di S. Antonio Abate e di S. Lucia, che impreziosiscono il centro storico, pochissimo si sa finora. Alcune erano certamente di privati cittadini, altre erano aperte invece al pubblico culto in occasione delle solenne festività.
Nel centro storico, la centralissima Piazza Manfredi, cuore pulsante della città e luogo in cui si svolgono importanti manifestazioni culturali e religiose, è considerata un vero e proprio salotto dove gi Oritani trascorrono alcuni momenti di svago e di relax.. La Piazza, chiusa a sud dall'omonima porta, presenta internamente una crocifissione, mentre a nord le statue del Patrono e di S. Carlo Borromeo sormontano un antico Seggio dei Nobili, divenuto nel settecento Sedile e riportante lo stemma della città.
Durante la visita del centro storico ci si imbatte facilmente nei profumo della cucina locale proveniente dalle abitazioni private che si diffondono rapidamente nelle viuzze circostanti inebriando quanti la percorrono. Le specialità della cucina oritana come li ricchitieddi, li pizzarieddi, le fave n'capriate, gli gnimmarieddi e i dolci si possono gustare nei numerosi ristoranti e trattorie cittadini. Ubicate al di là delle mura antiche della città si trovano le altre chiese. Sull'impianto di una vecchia cappella basiliana, intitolata a S. Maria di Costantinopoli, sorge la chiesa dedicata a S. Francesco d'Assisi. Il Serafico frate di ritorno dal viaggio in Siria aveva voluto erigere ad Oria un convento per i suoi frati, divenendo successivamente dapprima semplice cronicario, poi vera casa monistica. Nella chiesa di S. Francesco che fu restaurata ed ampliata nel 1437 dal principe Giovanni Antonio Orsini - Del Balzo si ammirano quattro cappelle, l'affresco di S. Bonaventura, un altare barocco, le reliquie del Beato Francesco da Durazzo, il gruppo litico della Pietà, proveniente dalla vicina chiesa di Gallana, e i resti del vecchio impianto rinascimentale.
Ritornando nel centro storico ed appena fuori Porta Manfredi, troviamo la più conosciuta piazza cittadina, intitolata alla città gemella tedesca Lorch, nel nome di Federico II.
Il suo curato spazio verde fa essere luogo prescelto dai giovani che amano trascorrere alcune ore di riposo, mentre nel luogo dell'antica pianura della "lama" dove un tempo si convogliavano le acque reflue del castello, sorge l'omonima piazza nel cui centro ha ritrovato, dopo molti anni, collocazione il monumento all'Immacolata.
Un altro spazio verde della città è il giardino settecentesco di parco Montalbano, che sorge ai piedi del castello. Il giardino di proprietà un tempo dei Padri Celestini, è in stile "romantico" e "all'italiana" ed ospita prevalentemente vegetazione mediterranea. Parco Montalbano, molto frequentata in estate per mezzo del suo chiostro, ospita rappresentazioni e spettacoli di ogni genere.
Le altre aree verdi della città di recente realizzazione sono il Parco Oria-Lorch, ad ovest della città, su Colle Impisi e la Villa Comunale che accoglie all'interno attrezzature ed impianti sportivi.