A metà strada tra le città di Brindisi e di Taranto, nell'entroterra della penisola salentina e nel luogo in cui passava l'antica Via Appia, sorge Oria sulle cime di sette dune fossili. Chi la osserva da lontano incantato dal suo maestoso ed incomparabile portamento, ben presto comprende che si tratta di un luogo dove la storia ha scritto pagine importanti.
Teatro sin dai suoi albori di leggende, la più conosciuta recita: "A Oria fumosa, ccitera na carosa; pi quant'era piccinnodda, si la mintera an' poscia!".Secondo questa leggenda, il sacrificio di una fanciulla fu necessario, per dare stabilità al castello, soggetto spesse volte a crolli, mentre un altro detto molto conosciuto dalla gente del posto e dei paesi limitrofi recita: "Oria fuma, Francaidda uarda e Manduria faci la uardia". Riallacciandosi alla prima leggenda, nella quale la madre della fanciulla sacrificata si sfogò maledicendo la città con queste parole:"cussì comu osci lu cori mia sta fuma, cussì Oria a fumari pi sempre". Da quel giorno la città quasi obbediente allo sfogo di quella madre il più delle volte è sovrastata da una nuvola grigia e pesante.
Materiale litico e fittile rinvenuto nel territorio oritano testimonia la presenza dei primi insediamenti umani già intorno al IV millennio a.c., mentre l'origine vera e propria della città risale al 1400 in era pre-classica. Secondo Erodoto, furono alcuni naufraghi cretesi, di ritorno da Camico, presso Agrigento, a fondare la città. Successivamente la fusione dell'etnia greca con gli autoctoni e le successive immigrazioni illiriche, diede origine al popolo e alla civiltà messapica. Un primo periodo di splendore Oria lo conobbe proprio sotto i Messapi divenendo ben presto un centro propulsore di civiltà e di cultura oltre che metropoli di diversi altri centri urbani.
Federata all'Urbe in seguito alla sconfitta di Pirro, Oria dimostrò fedeltà a Roma durante l'invasione di Annibale nel 213 a.c.. Nel I secolo, invece, durante la guerra sociale, fu dichiarata Municipio romano, continuando a battere la propria moneta e godendo dell'utonomia politica del suo territorio. Con la predicazione apostolica di Pietro, approdato molto probabilmente sulla costa jonica presso Bevagna nel '42, sorsero le prime comunità cristiane. Oria, ne fu il centro divenendo, dopo un periodo di alterne vicende con la chiesa brindisina, sede episcopale. La sua appetibile posizione strategica e militare e la concomitante caduta dell'impero romano sottoposero purtroppo la città ad uno dei periodi più movimentati della sua storia.
Per gentile concessione di Gianfranco Sorrento e Francesco Morleo.