Il CASTELLO SVEVO (XIII sec.)
Il Castello Svevo di Oria fu costruito dal 1227 al 1233, per ordine dell'Imperatore Federico II degli Hohenstaufen, sui ruderi dell'antica acropoli messapica.
Esso sembra un "vascello natante nell'aria" per la sua forma di triangolo isoscele con il vertice a Nord, formato dalla Torre dello Sperone. I muri esterni sono provvisti di semplici merli, di torrette aggettanti e di bastioni formidabili; termina a Sud con le torri cilindriche angioine, dette del Salto e del Cavaliere e con la massiccia Torre Quadrata. Nell'interno ha una vasta piazza d'arme per 5000 soldati (mq. 3600) con caserme, magazzini, cisterne e passaggi segreti. Ai piedi della Torre del Salto, colonne e marmi dell'antica chiesa bizantina indicano l'ingresso all'Ipogeo dei SS. Crisante e Daria, costruito dal Vescovo Teodosio verso 1890 sui ruderi di un tempio pagano.
Il superbo maniero fu restaurato da Giovanni Antonio Orsini, Principe di Taranto, in quanto la fortezza aveva subito danni considerevoli, sia durante l'assedio di Manfredi, quando questi domò la rivolta di Tommaso d'Oria (1254), sia negli assalti di Giacomo Caldora che, per ordine della Regina Giovanna II di Napoli, mise a ferro e a fuoco la città. All'inizio del XV secolo, durante la guerra tra francesi e spagnoli, Pedro de Paz assediò Oria con 12000 soldati e 20 pezzi di artiglieria ma ancora una volta la rocca si rilevò inespugnabile e fu conclusa una pace onorevole il 29 settembre 1504.
Dopo i marchesi Roberto e Gianbernardino Bonifacio, possedettero il castello i Principi Borromeo di Milano fino a quando il Cardinal San Carlo alienò il feudo di Oria. Nel 1575, esso fu acquistato dai marchesi Imperiali di Genova il cui ramo principale si estinse nel 1779.
Il castello di Oria, dichiarato monumento nazionale, appartiene oggi ai Conti Martini-Carissimo di Castel d'Oria che, dopo averlo restaurato a proprie spese, ne hanno tuttora amorevole cura.
Nel Castello Svevo di Oria soggiornarono molti illustri personaggi, quali:
- la regina Maria d'Enghien, che da Oria andò a Taranto per sposare re Ladislao di Napoli (1406);
- Isabella di Chiaromonte, prima di recarsi a Napoli per sposare il figlio del re Alfonso il Magnanimo (1440);
- suo marito Ferdinando d'Aragona durante la visita alle città del Salento, alle quali inviò alcuni decreti datandoli "ex nostro Castro Uriae" (1447);
- il loro figlio Alfonso II, che da Oria si recò ad Otranto per cacciare i Turchi dalla "Città degli 800 Martiri" (1480).
Il castello di Oria è stato, nei secoli, meta interessante di studiosi e di turisti famosi: da Teodoro Mommsen a Gregorovius, a Corrado Ricci e a Paul Bourget, che nel "Sensations d'Italie" lo definì "Gigantesque hijou de pierre"; da Guglielmo TI Hohenzollern e da diversi principi di Casa d'Asburgo a Maria José di Savoia e Margareth d'Inghilterra.
Il castello è aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,00.