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L’attore e regista teatrale, ha frequentato a Roma la scuola di tecniche dello spettacolo diretta da Claretta Carotenuto, studiando recitazione e regia. Successivamente ha avuto modo di approfondire la propria formazione frequentando corsi e stages con grandi e indiscussi maestri: Dario Fo, Marcel Marceau, Giorgio Albertazzi, Carmelo Bene, ed ha avuto la fortuna di recitare accanto al grande Ernesto Calindri, dal quale ha ricevuto, durante la tournee “gratuite” lezioni di palcoscenico e di vita…teatrale. Attualmente continua a fare il vagabondo di “professione”, dirige la compagnia “Teatro e Vita” da lui fondata nel 1984. Nel corso degli anni la sua esperienza di vita è stata arricchita da numerose collaborazioni con strutture pubbliche e private, in qualità di esperto teatrale, specialmente in quelle psicosociopedagogiche. La vita di Gino Cesaria è un forte esempio di impegno civile e politico, quella Politica (con la P maiuscola) lontana dagli interessi personali, ma vicina alla gente e che si interroga e preoccupa dei problemi della collettività. In tanti spettacoli, progetti e manifestazioni ha dato voce al mondo di chi non ha voce, dei più deboli, degli ultimi. Un mondo di forti sentimenti, che possono dare alla politica una dimensione spirituale, un supplemento d’anima di cui essa ha estremo bisogno, soprattutto in questo momento storico in cui sembra esserci un appiattimento totale. Un mondo di forti sentimenti che sta alla base della capacità dell’“anomalo Nichi” di amministrare la cosa pubblica senza scendere a compromessi con un certo modo di gestire il potere, la sua capacità di usare il potere politico-amministrativo per la gente, per i precari, per i disoccupati, per i giovani. Gino Cesaria, dopo tante proposte di candidatura avute negli anni da tanti partiti (sempre rifiutate), oggi decide di candidarsi come consigliere della Regione Puglia, perché condivide pienamente il progetto del Presidente Vendola di difendere la Puglia migliore… la Puglia dell’accoglienza, del No al Nucleare e delle energie alternative, delle politiche per i giovani, dei beni comuni, del teatro e della cultura, della rivoluzione del welfare… e di tutto quello che ancora c’è da fare e da migliorare. L'obiettivo e' quello di riportare sul “palcoscenico della politica” i valori di libertà, solidarietà, uguaglianza, rispetto dei diritti, legalità e pace, con l’impegno di cercare di costruire un immaginario nuovo in cui l’industria culturale italiana possa assumere un ruolo di guida per il rinnovamento morale del Paese a partire dalla Puglia.
Torre Santa Susanna, 26 febbraio 2010
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